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OltreLaNascita - Dalla gravidanza al parto
OltreLaNascita - Dalla gravidanza al parto
€20,00€17,00
Risparmi: 15.00%
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OltreLaNascita - Dalla gravidanza al parto.
Manuale operativo per gestanti, papà e operatori del settore
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| Autori | F.Craus - G.Piacente |
| Editore | Casa Editrice Idelson Gnocchi |
| Anno edizione | 2011 |
| Lingua | Italiano |
| ISBN |
978-88-7947-546-4
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Volume in 8° di pp. VIII - 78
Con DVD contenente "Esercizi utili in gravidanza e post-partum" a cura della Dott.ssa Floriana Craus
Ideazione e realizzazione grafica Ugo & Vicky
Musiche composte ed eseguite da Simona Agostini |
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GUIDA ALL’USO DEL VOLUME
Prima di iniziare questo magico viaggio insieme cerchiamo di semplificare e al contempo arricchire la lettura: questo è un testo interattivo, troverai pagine a righe e pagine bianche su cui potrai annotare pensieri, sogni, disegni, dubbi ed emozioni da condividere col tuo medico, con l'ostetrica, magari con le tue compagne di corso, o semplicemente da custodire con amore.
Incontrerai schede e pagine tratteggiate da poter staccare, con esercizi e consigli utili da portare con te, attaccare al frigo o utilizzare comodamente durante la giornata. Il volume si arricchisce di un videocorso dimostrativo, utile in gravidanza e nel postpartum, che vede protagonista una mamma con la sua bimba (beh, immaginiamo che in utero abbia seguito gli esercizi con attenzione!): il video è diviso in capitoli così da poterti consentire di strutturare la sessione di esercizi (ne troverai alcuni nel secondo inserto dopo pag. 46) eseguendola dall'inizio, dallo scioglimento di una zona in particolare o dal semplice rilassamento. Si consiglia di eseguire comunque almeno qualche esercizio di respirazione e grounding prima del rilassamento e quotidianamente quelli per il perineo. La fase del rilassamento è accompagnata da un brano di musicoterapia originale e specifico: lo stesso brano lo ritroverai in formato audio in tre versioni di cui la prima riproduce il brano con una voce guida (la stessa del videocorso) così, se lo vorrai, potrai utilizzarlo quando ne avrai bisogno e portarlo con te in sala parto. Una volta sperimentata la sensazione di benessere, infatti, alla sola riproduzione del brano, per induzione, inizierai a sentirti rilassata. Una seconda traccia riproduce lo stesso brano ma senza voce guida per consentirti, se ne hai la possibilità, di far incidere la voce al tuo compagno (il testo è nel terzo inserto dopo pag. 58) o a una persona cara e fidata così da averlo con te anche durante il travaglio qualora questa non potesse essere presente. La terza traccia contiene invece il brano con una linea melodica di flauto e potrai utilizzarla semplicemente da ascolto o per l'ambientazione del nido del tuo piccolino. Stessa cosa per la quarta traccia, che contiene la registrazione delle onde del mare calmo. E adesso... Si parte!
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| Argomenti
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PRESENTAZIONE
DI GIUSEPPE ABBAMONTE
Il governo del territorio si va complicando perché le esigenze crescono e non altrettanto le aree disponibili.
Per di più, il pluralismo istituzionale rende difficile l’elaborazione di adeguati indirizzi che consentano una gestione coordinata delle risorse disponibili, a cominciare dalle stesse possibilità di insediamento.
Le pagine che seguono utilizzano una esperienza che non è direttamente di gestione, ma è stata acquisita sul piano dei rimedi perché l’autrice ha operato per alcuni anni nell’amministrazione delle richieste di condono che, dopo 26 anni dalla legge 47 del 1985, giacciono ancora a decine di migliaia in attesa di risposta.
Osservazione perciò della patologia della normativa edilizia che ha prodotto più abusivismo che attività pianificata, tanto che nonostante il viso delle armi di politici e giudici, si continua a far ricorso a norme di emergenza non di rado oscure nelle forme e nei fini, e lo stato di pendenza permane e, non di rado, peggiora, quando non affrontato ad opera di qualche funzionario di buona volontà.
Cosa fare allora? Questo volume, tendendo alla semplificazione delle procedure, costruisce modelli informatici, calibrati sull’esperienza del condono, che dà luogo, sostanzialmente, al problema preliminare ad ogni attività edilizia, che è quello della relativa autorizzazione, chiamata in mille modi e posta in essere attraverso varie procedure.
Ma alla base vi è l’esigenza di un previo accertamento su quanto si vuole realizzare e sulla relativa conformità alla pianificazione territoriale (art. 869 cod. civ.) o alle norme speciali che, di fronte alle grandi dimensioni assunte dal fatto compiuto, hanno consentito e variamente condizionato deroghe e conseguenti sanatorie.
E che le cose stiano in questo modo si coglie da varie indicazioni come ad esempio dalla presa di posizione di qualche tempo fa dall’Avvocatura dello Stato e della giurisprudenza che hanno risolto la questione della limitazione del diritto dei terzi incisi dalla concessione del condono, ricordando che quest’ultima è una autorizzazione e, quindi, va intesa nel senso della salvezza dei diritti dei terzi.
In tal senso, seppure in termini generali si era espresso Feliciano Benvenuti, richiamando la natura autorizzatorio della “concessione edilizia” ora riconfigurata sul modello francese come permesso di costruire e, quindi, sostanzialmente riconoscendosi la natura di autorizzazione che, come il permesso, rimuove soltanto un limite all’azione di chi è legittimato all’uso del territorio dalle norme codicistiche sulla disponibilità dell’area sia per l’appartenenza che per la pianificazione (art. 869 cod. civ.).
Ma allora, se si tratta di controllare quanto si intende realizzare o sanare il realizzato, la competenza del soggetto pubblico e la procedimentalizzazione della relativa funzione, sia in sede di autorizzazione a costruire che ad ottenere la sanatoria, devono essere organizzate e procedimentalizzate nel senso del buon andamento e l’ausilio informatico è lo strumento cui ci si va abituando e che, tanto più si dimostra opportuno, quanto più cresce il numero degli affari da gestire, per la possibilità di speditezza offerte dalle tecniche informatiche, anche comparando agevolmente quanto si è già fatto a quanto si sta per fare, nonché di mantenere continui contatti tra chi chiede e chi provvede, opportunamente conformati e documentati, a garanzia di eguaglianza ed efficienza nella linea segnata dall’art. 97 Cost.
Pericolo di sclerosi della funzione pubblica? Non direi perché la norma fondamentale rimane la pianificazione e la sanatoria è collegata al divenire della legislazione. Non soltanto ma le modularità di azione consentite dall’informatica consentono sostanzialmente di richiamare una particolare categoria di atti che Orsoni in tempi lontani aveva indicato come atto aperto.
Ovviamente cambiando quello che deve cambiarsi, avendo riguardo alle possibilità dell’informatica.
È vero che l’avvio ed anche l’applicazione dei modelli informatici all’attività urbanistica spetterà agli operatori delle imprese che assumeranno le iniziative per nuove attività o sanatorie, nonché ai funzionari dei competenti uffici: e qui vanno segnalati i richiami che si leggono nel volume al principio della leale collaborazione perché la informatizzazione è un “work in progress” che non finisce mai, trattandosi di tecniche in continua evoluzione che consentono di conoscere e conoscersi, in funzione di un migliore, comune assetto, forse idoneo a convincere nel futuro della complementarietà tra pubblico e privato, anche quando non si è riusciti a comporli opportunamente nella pianificazione, purché si intendano in buona fede le evidenze che possono derivare dai fatti che l’informatica aiuta ad osservare e comprendere. In questo senso interessa la categoria dell’atto aperto, nel senso che tutto può essere via via completato.
Fiducia nei modelli allora? Si ma come aiuto via via da migliorare mettendo a frutto le esperienze via via acquisite ed approfondendone fin dove possibile i significati.
Buon lavoro, dunque, con l’aiuto che il volume potrà offrire.
DI GIUSEPPE ABBAMONTE
Il governo del territorio si va complicando perché le esigenze crescono e non altrettanto le aree disponibili.
Per di più, il pluralismo istituzionale rende difficile l’elaborazione di adeguati indirizzi che consentano una gestione coordinata delle risorse disponibili, a cominciare dalle stesse possibilità di insediamento.
Le pagine che seguono utilizzano una esperienza che non è direttamente di gestione, ma è stata acquisita sul piano dei rimedi perché l’autrice ha operato per alcuni anni nell’amministrazione delle richieste di condono che, dopo 26 anni dalla legge 47 del 1985, giacciono ancora a decine di migliaia in attesa di risposta.
Osservazione perciò della patologia della normativa edilizia che ha prodotto più abusivismo che attività pianificata, tanto che nonostante il viso delle armi di politici e giudici, si continua a far ricorso a norme di emergenza non di rado oscure nelle forme e nei fini, e lo stato di pendenza permane e, non di rado, peggiora, quando non affrontato ad opera di qualche funzionario di buona volontà.
Cosa fare allora? Questo volume, tendendo alla semplificazione delle procedure, costruisce modelli informatici, calibrati sull’esperienza del condono, che dà luogo, sostanzialmente, al problema preliminare ad ogni attività edilizia, che è quello della relativa autorizzazione, chiamata in mille modi e posta in essere attraverso varie procedure.
Ma alla base vi è l’esigenza di un previo accertamento su quanto si vuole realizzare e sulla relativa conformità alla pianificazione territoriale (art. 869 cod. civ.) o alle norme speciali che, di fronte alle grandi dimensioni assunte dal fatto compiuto, hanno consentito e variamente condizionato deroghe e conseguenti sanatorie.
E che le cose stiano in questo modo si coglie da varie indicazioni come ad esempio dalla presa di posizione di qualche tempo fa dall’Avvocatura dello Stato e della giurisprudenza che hanno risolto la questione della limitazione del diritto dei terzi incisi dalla concessione del condono, ricordando che quest’ultima è una autorizzazione e, quindi, va intesa nel senso della salvezza dei diritti dei terzi.
In tal senso, seppure in termini generali si era espresso Feliciano Benvenuti, richiamando la natura autorizzatorio della “concessione edilizia” ora riconfigurata sul modello francese come permesso di costruire e, quindi, sostanzialmente riconoscendosi la natura di autorizzazione che, come il permesso, rimuove soltanto un limite all’azione di chi è legittimato all’uso del territorio dalle norme codicistiche sulla disponibilità dell’area sia per l’appartenenza che per la pianificazione (art. 869 cod. civ.).
Ma allora, se si tratta di controllare quanto si intende realizzare o sanare il realizzato, la competenza del soggetto pubblico e la procedimentalizzazione della relativa funzione, sia in sede di autorizzazione a costruire che ad ottenere la sanatoria, devono essere organizzate e procedimentalizzate nel senso del buon andamento e l’ausilio informatico è lo strumento cui ci si va abituando e che, tanto più si dimostra opportuno, quanto più cresce il numero degli affari da gestire, per la possibilità di speditezza offerte dalle tecniche informatiche, anche comparando agevolmente quanto si è già fatto a quanto si sta per fare, nonché di mantenere continui contatti tra chi chiede e chi provvede, opportunamente conformati e documentati, a garanzia di eguaglianza ed efficienza nella linea segnata dall’art. 97 Cost.
Pericolo di sclerosi della funzione pubblica? Non direi perché la norma fondamentale rimane la pianificazione e la sanatoria è collegata al divenire della legislazione. Non soltanto ma le modularità di azione consentite dall’informatica consentono sostanzialmente di richiamare una particolare categoria di atti che Orsoni in tempi lontani aveva indicato come atto aperto.
Ovviamente cambiando quello che deve cambiarsi, avendo riguardo alle possibilità dell’informatica.
È vero che l’avvio ed anche l’applicazione dei modelli informatici all’attività urbanistica spetterà agli operatori delle imprese che assumeranno le iniziative per nuove attività o sanatorie, nonché ai funzionari dei competenti uffici: e qui vanno segnalati i richiami che si leggono nel volume al principio della leale collaborazione perché la informatizzazione è un “work in progress” che non finisce mai, trattandosi di tecniche in continua evoluzione che consentono di conoscere e conoscersi, in funzione di un migliore, comune assetto, forse idoneo a convincere nel futuro della complementarietà tra pubblico e privato, anche quando non si è riusciti a comporli opportunamente nella pianificazione, purché si intendano in buona fede le evidenze che possono derivare dai fatti che l’informatica aiuta ad osservare e comprendere. In questo senso interessa la categoria dell’atto aperto, nel senso che tutto può essere via via completato.
Fiducia nei modelli allora? Si ma come aiuto via via da migliorare mettendo a frutto le esperienze via via acquisite ed approfondendone fin dove possibile i significati.
Buon lavoro, dunque, con l’aiuto che il volume potrà offrire.
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